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24-05-2012 15:30 Commemorazione Sandro Pertini
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Mondobande.it, 27 dicembre 2010
Intervista a Leonardo Laserra Ingrosso.
In occasione del Concerto di S. Cecilia della Civica Orchestra di Fiati di Milano tenutosi presso il Tetro Dal Verme di Milano il 19 novembre 2010 Dettagli »
e, per conoscenza, al Sindaco di Milano Giuliano Pisapia e alle testate giornalistiche
Gentile Assessore,
ho partecipato fiduciosa alla Sua conferenza sui progetti musicali del 2012 e ho appreso con sommo rammarico che non ve ne sono in merito alla civica Orchestra di Fiati. Dopo anni di immobilismo culturale finalmente una boccata di aria nuova. Spazio ai giovani, investimenti sul territorio, diversificazione delle offerte e un progetto omogeneo, ma soprattutto milanese. Purtroppo, credo che le mie aspettative andranno disattese.
Significativo l'interesse per la Palazzina Liberty. Uno spazio caratteristico e storico, con una sala di circa 200 posti, attuale sede della Civica Orchestra di Fiati, mi sarei aspettata un progetto di rilancio della Civica Orchestra di Fiati, magari indirizzato anche a giovani musicisti, quelli che, usciti dal Conservatorio finiscono a lavare i piatti nei fast food perché le orchestre chiudono.
Invece, niente. Il progetto sulla Palazzina esiste, ma della Banda (preferisco chiamarla così) neanche l'ombra. Anzi, la prima cosa da fare è spostarla in un altro luogo, speriamo idoneo e non con l’intento di affossarla.
Ho recepito dal suo discorso uno strano concetto di divulgare la musica nella città, la Civica Orchestra di Fiati (quando Milano era Milano) effettuava ameno uno o due concerti alla settimana con un grande seguito di pubblico da 1000 a 3000 persone a concerto, svolgeva una funzione sociale con i concerti a cadenza settimanale per le scuole di periferia che potevano accedere alla Palazzina Liberty per assistere alla stagione concertistica a loro dedicata. Tutti i concerti offerti gratuitamente alla cittadinanza.
Mi riferisco al periodo iniziato negli anni 70 con le Giunte di sinistra e continuato con grande lungimiranza dalla Lega, poi sono arrivati gli affaristi e le cose sono cambiate. Per fortuna l’ex assessore Sgarbi ha avuto l’idea di istituire i “Concerti di Palazzo Marino” che sono stati una boccata d’ossigeno per la Civica Orchestra di Fiati la quale, come sempre, ha saputo restituire all’amministrazione un rientro di immagine altissimo con un costo minimo. Il successo è stato immediato e grandissimo.
Persino il Maestro Muti è un grande sostenitore della Banda e si è sempre dimostrato critico in ordine al suo mancato potenziamento ed alle sue poche apparizioni.
Speravo che la nuova giunta fosse più attenta alla cultura ed alla tradizione musicale della città, ma forse Dott. Boeri è solo mal consigliato. Ho sentito parlare di “musica molecolare” e, in genere, di musica contemporanea, intesa non come musica del nostro tempo, ma espressione di una sparuta minoranza di diplomati in composizione. Caro Assessore, provi ad invitare una scolaresca ad uno di questi concerti di “musica molecolare” ed avrà formato un gruppo di ragazzi che non metterà mai più piede in una sala da concerto.
Mi permetto di suggerirLe per pareggiare il bilancio, atteso che le iniziative proposte nel suo progetto hanno un costo per ascoltatore elevato, di approfittare dell’opportunità di utilizzare la Banda, una struttura che, oltre a costare poco all’amministrazione non costa nulla agli spettatori, è conosciuta in tutto il mondo e si colloca al secondo posto dopo Il Teatro alla Scala nel gradimento della cittadinanza (da un sondaggio de Il Giorno anno 1994).
Forse Lei non ne è al corrente, ma i primi dischi registrati in Italia, quelli a 78 giri, sono stati incisi proprio dalla Civica Banda di Milano all’inizio del 900 ed ora questi reperti storici sono sparsi in tutto il mondo grazie a Cittadini Milanesi che emigrando hanno voluto portare con sé un ricordo della Città e permettono ai loro discendenti di riconoscersi, grazie a quei dischi, nella “Loro Milano”.
Caro assessore, sono certa che Lei, persona colta ed attenta ai reali bisogni della città, saprà informarsi sulla storia di Milano e della sua Banda musicale, per avere ancora più informazioni Le consiglio il nostro sito www.banda.mi.it dove sicuramente saprà trarre conclusioni meno affrettate sulla vita futura di questa importante istituzione che parla al cuore della città da più di 150 anni.
La Banda Civica non deve assolutamente morire e sono certa che nessuno mai riuscirà a suonare il suo “De profundis”!
Milano, 7 marzo 2012.
Con i miei più cordiali saluti. La presidente del Comitato Amici della Banda. Gabriella Galleani
In risposta a questa lettera, l'Assessore Stefano Boeri ha risposto quanto segue:
9 marzo 2012
Gabriella Galleani Presidente Comitato Amici della Banda
Gent.ma Gabriella Galleani
La ringrazio innanzitutto per l'interessenei confronti della Cultura milanese e di una delle sue istituzioni più antiche e prestigiose, la Civica Orchestra di Fiati.
Intendo rassicurare Lei e tutti gli Amici della Banda circa il futuro dell'orchestra, che proseguirà comee meglio di prima, nei limiti dei sacrifici che gli Enti locali, come Lei sa, devono e dovranno sopportare.
Terremo comunque presente le sue osservazioni, insieme ad altre che ci sono pervenute sullo stesso argomento.
Con i migliori saluti.
Stefano Boeri
Servizio del TG3 Regionale della Lombardia in occasione del Concerto di Santa Cecilia 2011.
Programma del concerto tenuto dalla Civica Orchestra di Fiati presso la Palazzina Liberty in Milano per ''La notte tricolore'' in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. -
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Programma del concerto tenuto dalla Civica Orchestra di Fiati presso Palazzo Marino in Milano per in occasione dei festeggiamenti per la festa della Repubblica. -
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Programma del concerto tenuto dalla Civica Orchestra di Fiati presso Palazzo Marino in Milano. -
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La Banda e la bella Gigogin...
27-02-2011
Nonostante la nascita ufficiale della Banda rappresentativa di Milano (Corpo di Musica della Guardia Nazionale di Milano) risalga ufficialmente al 1859, già nell'anno precedente il Maestro Gustavo Rossari aveva fondato la Banda Civica che venne poi trasformata nella Banda della Guardia Nazionale. Di quel periodo si hanno notizie che sotto riportiamo. Era
il 22 marzo del '48 e a Milano, da sotto le barricate a Porta Tosa,
esce una bellissima ragazzina tremante per il freddo. E' vestita con
giubbotto, stivaloni e una larga gonna. A chi le chiede il nome
risponde: ''Gigogin'' (diminutivo piemontese di Teresina, Gigogin fra i
cospiratori voleva dire anche ITALIA). Fuggita dal collegio e salita
sulle barricate, riesce ad arruolarsi fra i volontari lombardi. Un
giorno Manara le affida un messaggio urgente per La Marmora, il
colonnello dei Bersaglieri. La sua felicità poi aumenta quando riesce
ad ottenere un incarico ufficiale, vivandiera o cantiniera come
solevasi dire per l'addetto allo spaccio. Conosce Mameli e fra i due scoppia un amore intenso, epico. Va
in prima linea, a Goito soccorre e rifocilla le truppe. La sua fama
esce dal battaglione dei lombardi di Manara e raggiunge i paesini più
piccoli della pianura. Il suo coraggio la spinge dopo la prima
sconfitta a percorrere le terre rioccupate, a cantare un ritornello
''Daghela avanti un passo'' (fate un passo a est verso l'oppressore). Il
suo amore per Mameli non è solo sentimento, lo salva dalla polizia
austriaca che lo pedina, inscenando in strada un happening di improperi e
contumelie rivolte all'imperatore Ferdinando II (Francesco Giuseppe era
solo erede, la sua corona arriverà a fine anno). Il ritorno in
collegio è inevitabile, fugge di nuovo, ma tutti gli uomini del '48 sono
a Roma con Garibaldi, stanno morendo sugli spalti della Repubblica. Il suo triste domani di fanciulla non le appartiene più, nessuno seppe mai il suo vero nome, se mai fosse veramente esistita. Si
tramanda che questa canzone venne suonata per la prima volta la sera di
San Silvestro, il 31 dicembre del 1858, al teatro Carcano di Milano. Era la vigilia della II guerra, quella che vedrà la prima unificazione, c’era una strana atmosfera, si dice, quella sera. Chi
era già stato informato aspettava che arrivasse la mezzanotte con
impazienza, chi no, lo capiva dal clima che serpeggiava nella sala
gremita. Quando la Banda Civica, diretta dal maestro Gustavo Rossari,
attaccò a suonare le note di quella Polka, musicata dal maestro Giorza,
il pubblico comprese subito l’implicito messaggio contenuto: ''Per non,
per non, per non mangiar polenta, Bisogna, bisogna, bisogna aver
pazienza, lassala, lassala, lassala maridà''. Occorreva aver pazienza
e attendere il consolidamento (matrimonio) dell’alleanza tra Vittorio
Emanuele II e Napoleone III per poter marciare – daghela avanti un
passo. La Banda dovette ripeterla per ben otto volte, poiché la
gente, insofferente degli austriaci presenti, non smetteva di applaudire
e cantarne il ritornello. Così alle quattro del mattino di quel
capodanno quando la Banda si recò davanti al palazzo del viceré
austriaco per il consueto omaggio d’inizio anno, una nutrita folla aveva
seguito i musicisti e accompagnò col canto, quasi in un gesto di sfida e
di ammonimento alle autorità austriache, l’esecuzione del ritornello
della canzone. L'autore era sconosciuto, ma ne iniziarono a circolare decine di versioni e arrangiamenti. Le
pubblicazioni Ricordi vengono presto sequestrate dal Governatore
austriaco, si capì allora che la ''Bella Gigogin'' non era mai morta, la
sua giovinezza non era sfiorita. Si disse che la canzone fu anche
suonata e cantata durante la battaglia di Magenta il 4 giugno 1859,
nella quale i francesi del generale Mac Mahon sbaragliarono gli
austriaci del generale Giulaj. Alla banda militare austriaca, che
come segnale d'attacco intonava ''La bela gigogin'', la banda degli
Zuavi rispondeva col ritornello ''Dàghela avanti un passo''.